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  1. samaritan-pad-300p-defibrillator-aed_2453_800x800.jpg

     

    Il Centro Sportivo Educativo Nazionale, nella persona del Presidente Francesco Proietti, ha stipulato una convenzione con la DAE Italia per l'acquisto di defibrillatori per la tutela della salute dei propri associati.

    L'Azienda commercializza defibrillatori Samaritan prodotti dalle HeartSine, Azienda leader mondiale nella cardio protezione.


    Il defibrillatore modello Samaritan 350P sarà venduto alle Associazioni affiliate CSEN o tesserati che ne facciano richiesta ad un prezzo di euro 990,00 oltre IVA, invece che al prezzo di listino di euro 1.960,00, completo di elettrodi per adulti, batteria e valigetta, con garanzia di 10 anni, una copertura assicurativa fino a 12 milioni di euro.

    Applicherà alle stesse Affiliate una rateizzazione mensile ed uno sconto del 10% dal listino ufficiale di DAE Italia sull’acquisto degli accessori dei suddetti defibrillatori.

    La certificazione IP garantisce la protezione contro l'infiltrazione di liquidi e polveri, il modello Samaritan è il più indicato ad operare indoor e outdoor, non solo perchè è piccolo e leggero (1,1 Kg di peso per 20 cm di diametro), ma anche perchè ha lo standard IP56, il più alto nel mercato.

    Le A.S.D. interessate possono chiedere informazioni alla e-mail albo@csen.it

     

     

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    Il Presidente del Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN), giunto al termine del mandato di Coordinatore Nazionale degli Enti di Promozione Sportiva, ci ha rilasciato questa intervista che volentieri pubblichiamo.

    D. Presidente Proietti, un primo bilancio di questa esperienza

    R. Sicuramente un’esperienza interessante e costruttiva che mi ha offerto la possibilità di valutare aspetti positivi e negativi dello “stato dei lavori” del variegato mondo dello sport dilettantistico nel nostro Paese; fra gli aspetti positivi, metto al primo posto l’approfondimento dei rapporti umani e di lavoro con i Colleghi degli altri Enti di Promozione Sportiva, con alcuni dei quali ho stretto significativi legami di amicizia e di condivisione dei maggiori problemi che affliggono il movimento sportivo; fra quelli negativi, la scarsa rilevanza assegnata dal CONI, quale Organo supremo dello Sport in Italia, al Coordinamento, considerato un elemento meramente estetico anziché, come avrebbe dovuto essere, sostanziale nelle decisioni che, come noto, vanno ad impattare su migliaia di operatori e milioni di fruitori delle discipline sportive.

    D. Ci spieghi meglio…………………

    E’ presto detto: il CONI insiste ad elaborare e a mettere in pratica norme in tema di promozione sportiva, in regime, passatemi il termine, di assoluta autoreferenzialità, inaudita altera parte; si ha, insomma, la netta sensazione che gli Uffici preposti perseguano una politica “federo-centrica” creando una simbiosi Uffici/Commissioni (e qui il mio pensiero, è palese a tutti!, necessariamente, corre a quella fiscale) che ha scontentato tutti finendo per mettere in crisi l’intero sistema sportivo nazionale; voglio essere diretto: “che ce ne frega” di riconoscere fra le discipline sportive il “GO”, forse praticato in Italia da “quattro amici al bar” solo perché riconosciuto da SportAccord ??? (La SportAccord (fino al 2009 GAISFGeneral Association of International Sports Federations) è un'associazione no-profit che raggruppa Federazioni Sportive Nazionali che fanno capo o meno al CIO, n.d.r.).

    Di contro, si lascia fuori lo Yoga, praticato da milioni di persone, e di recente  aggiunto alla lista dei Patrimoni orali ed immateriali dell'umanità grazie ad una decisione presa all'unanimità dai 24 membri di uno specifico Comitato intergovernativo dell'Unesco riunitosi per la sua 11/a sessione ad Addis Abeba, in Etiopia, dal 28 novembre al 2 dicembre 2016. Ci rendiamo conto a quali anomalie assistiamo?

    Si mettono in crisi migliaia di operatori, Tecnici, Istruttori, Maestri; forse si crede che negando a costoro l’accesso al regime di favore ex art. 67 del TUIR si possa porre fine ai problemi della disoccupazione in Italia e della crisi economica che attanagliano il nostro Paese e per risolvere i quali servirebbero invece provvedimenti semplici, lineari e di immediata comprensione da parte di tutti.

    D. Un quadro della situazione che disattende, quindi, le aspettative della “base” alla quale, pare di capire dalle sue parole, gli Enti di Promozione Sportiva cercano, inutilmente, di dare voce……

    R. Dirò di più: si cerca di “istituzionalizzare”, di rendere stabile, il convincimento che esista una “superiorità” oserei dire “genetica”, concettuale, culturale delle Federazioni e delle Discipline Associate nei confronti degli Enti di Promozione Sportiva, quasi quest’ultimi rappresentassero il movimento sportivo di serie B, quando invece, è il CONI stesso a dircelo!, la base associativa di chi fa sport è largamente e solidamente appannaggio degli Enti di Promozione, con in testa, come noto, il nostro Ente. Volete un esempio!? Nel tentativo di stipulare una Convenzione con una Disciplina Associata che conta un numero di iscritti pari a quanti ne abbiamo noi in un piccolo Comitato provinciale, ci siamo sentiti rispondere che “prima di procedere alla stipula della Convenzione per l’anno 2017”, sarebbe stato opportuno “acquisire una serie di documentazioni connesse ai punti qualificanti del nuovo modello di Convenzione che costituiranno la base di confronto, ecc. ecc.”

    D. Ebbene?

    R. Vi invito a pubblicare, in forma anonima, la documentazione che ci viene richiesta (vedi allegato, n.d.r.); nota bene: la Disciplina Associata in questione non si impegna a fare altrettanto, ma pretende di “radiografare” la nostra organizzazione; capite perché parlo di “superiorità”? E’ questa la maniera di fare “sport per tutti”? Ci impongono di passare sotto le “forche caudine” per affermare ciò che in sostanza è un nostro diritto!

    D. Come intende, allora lo CSEN, proseguire in questa che pare essere una battaglia solo agli inizi?

    R. Di una cosa potete stare certi: non staremo a guardare! Ce lo chiedono quotidianamente le nostre Associazioni, che coraggiosamente e con spirito altruistico proseguono nella loro missione diretta a far sì che i valori dell’Associazionismo si affermino contro tutto e contro tutti; ho personalmente scritto al Dott. Giovanni Malagò, Presidente del CONI, di intervenire in tempi brevissimi; mi ha risposto proprio oggi,14 luglio, anticipandomi che “alle riunioni programmate per il prossimo 18 luglio, il CONI aveva già inteso istituire una Commissione di Studio, in carica per l’intero quadriennio, allo scopo di monitorare il fenomeno delle discipline sportive, coniugando le esigenze, in taluni casi non omogenee, che promanano dalle finalità dell’Ente Pubblico CONI”; il mio auspicio è che nella nascitura Commissione siano rappresentati gli Enti di Promozione Sportiva; non credo di chiedere molto.

    D. Che consiglio si sentirebbe di dare a questa istituenda Commissione di Studio?

    R. Ciò che è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi anni si è assistito alla nascita ed allo sviluppo di tutta una serie di nuove proposte di attività motorie e sportive, determinate da varie esigenze o finalità (evoluzione tecnologica delle attrezzature, nuove acquisizioni scientifiche del corpo umano, innovazioni regolamentari, necessità socioeconomiche, tendenze, mode, etc.); sapevate, ad esempio, che dal 2003 si disputano i campionati del mondo  di  chess boxing,  sport combinato che mescola la boxe e gli scacchi? Il mondo sportivo, e in particolare quello della ricerca applicata, deve a nostro parere analizzare questi fenomeni senza pregiudizi e/o posizioni preconcette, anzi con curiosità costruttiva, cercando di comprendere le reali esigenze della base; contemporaneamente, deve contribuire a studiarne i vari aspetti per poter codificare in maniera “scientifica” o perlomeno metodologicamente corretta le nuove attività e gli adattamenti di quelle tradizionali. Un modo di affrontare le problematiche in questione è quello di rivisitare in maniera critica le varie proposte di classificazione delle attività motorie e sportive, cercando di verificarne la fondatezza e l’utilità, altrimenti si rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca!

    D. Un’ultima domanda: riforma del Terzo Settore….

    R. Avete già voi, Professionisti di FiscoCsen, messo in rilievo i numerosi punti di criticità e di opacità di alcune norme; navigando in rete si trovano giudizi unanimemente concordi nell’affermare che non sono questi i provvedimenti che il mondo del Volontariato e dell’Associazionismo si attendevano; anche in questo caso, assistiamo a provvedimenti presi da pochi “guru” (non saprei chiamarli altrimenti) che intenderebbero ingessare il sistema associativo anziché snellirlo.

    D. Un messaggio, per finire, alle Associazioni affiliate a CSEN……

    R. Stiano tranquille; metteremo in campo tutte le nostre energie per salvaguardare la nostra autonomia e per sviluppare quei valori dello “Sport per tutti” che il nostro Ente non ha mai tradito e che saranno, anche per il futuro, al centro della nostra opera e del nostro pensiero.

    Roma, 14 luglio 2017

    Intervista raccolta da Leonardo Ambrosi, Coordinatore FiscoCsen

  3. tessera csen 2017 18

     

    ta per iniziare la stagione sportiva 2017/18 e CSEN, forte del suo primato tra gli enti di promozione, propone per le A.S.D., A.P.S. e Associazioni Culturali la nuova campagna di affiliazione e tesseramento. Anche quest'anno tante novità e vantaggi.

  4. defibrillatore-defibrillatore-1.jpg

     

    Attraverso il Decreto congiunto tra Ministero della Salute e quello per lo Sport è in vigore l’obbligo per le società e le associazioni dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore all’ interno dell’impianto sportivo in cui si svolgono le proprie attività. L'obbligo scatterà dal 1° Luglio 2017.

    In attesa di vedere il decreto integralmente questo in sintesi il contenuto del decreto ministeriale:

    - Ogni impianto sportivo deve essere dotato di un defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata.

    - Nel corso delle gare deve essere presente una persona formata all’utilizzo del dispositivo salvavita.

    - Gli anzidetti obblighi gravano in capo a tutte le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal Coni (si veda a questo riguardo la delibera 20 dicembre 2016, n. 1566 del Consiglio Nazionale del Coni, consultabile sul sito istituzionale del Coni).

    - Sono escluse dall’obbligo di dotazione del defibrillatore e dalla presenza obbligatoria del personale formato durante le gare le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano la propria attività al di fuori di un impianto sportivo.

    - Sono altresì escluse dai menzionati obblighi le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano sport a ridotto impegno cardiocircolatorio, il cui elenco è contenuto nell’allegato A del decreto (a titolo esemplificativo: bowling, bocce, dama e freccette, tanto per citarne alcuni).

     

  5. Vademecum_Banner.jpeg
     
    In un quadro di grandi successi, che hanno visto il nostro Ente chiudere il 2016 mantenendo il primato nel numero di associazioni, salite a 15.790 (Dati Registro Coni 2016), e raggiungendo il picco di ben 6.000, tra A.s.d. e S.s.d., affiliate appartenenti al macro settore delle Arti Marziali, la Presidenza Nazionale ha realizzato il nuovo Vademecum delle Arti Marziali
     
    Il documento, scaricabile online al link sottostante, vuole coronare l’attività di questo importante settore fornendo un servizio a scopo divulgativo per le proprie Associazioni, i propri Tecnici e i propri associati, rendendo loro accessibili e facilmente consultabili, in un unico pratico manuale, tutti i programmi tecnici che riguardano i gradi più alti e le qualifiche degli Insegnanti Tecnici delle discipline che ne fanno parte e, allo stesso tempo, definire e uniformare i propri standard qualitativi già elevati.
     
    All’interno del Vademecum sono illustrati tutti i Settori Tecnici Nazionali, facenti capo al macro settore delle Arti Marziali e presenti al 31/12/16, completi di dati e contatti del Referente Nazionale, organigramma periferico, descrizione e programmi tecnici. Per tutte le informazioni mancanti, omesse per motivi di spazio o di maggiore riservatezza, si rimanda al Referente Nazionale del Settore di interesse di cui vengono forniti tutti i contatti nella relativa sezione, oppure al Responsabile Generale di Segreteria Operativa segnalato di seguito.
     
    Una parte importante del Vademecum è dedicata inoltre alle linee guida per la formazione degli insegnanti tecnici (pag. 21), che costituiscono uno schema di riferimento per i docenti di tutte le discipline, in modo da consentire al nostro Ente di mantenere elevati gli standard qualitativi che contraddistinguono da sempre il nostro operato e la nostra formazione.
     
     
    ORGANIGRAMMA NAZIONALE
    SETTORE ARTI MARZIALI
     
    Presidente del Settore
    Francesco Proietti
    (Presidente Nazionale CSEN)
     
    Coordinamento Nazionale
    Karate - Delia Piralli
    Judo - Franco Penna
    Ju Jitsu - Giuliano Spadoni
    Taekwondo - Maurizio D’Oriano
     
    Segreteria operativa
    Franco Penna
    335.8232625 – francopenna@virgilio.it